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Casi pratici esame antincendio FOR3

FOR3

Scenari operativi per il corso 3-FOR

Casi più articolati, con aree a rischio specifico, atmosfere esplosive, compartimentazione e uso coordinato dei presidi.

Schema fisso

In ogni scenario rispondi nell'ordine: sicurezza personale, allarme, esodo, eventuale primo intervento, chiamata soccorsi, informazioni da trasmettere.

1. Cestino con carta che prende fuoco in ufficio aperto al pubblico

Scenario: Durante l'orario di apertura al pubblico noti piccole fiamme in un cestino vicino a una postazione di lavoro. In ufficio sono presenti lavoratori e alcuni utenti che non conoscono l'edificio; il fumo è ancora limitato ma sono presenti stampanti e prese elettriche nella zona.

Come ragionare:
  1. Richiama l'attenzione delle persone più vicine senza creare panico e fai allontanare il pubblico dalla zona.
  2. Attiva la procedura interna: avviso agli addetti, eventuale pulsante manuale se previsto dal piano e comunicazione al coordinatore dell'emergenza.
  3. Valuta se è un principio di incendio: fiamme contenute, assenza di fumo diffuso, via di fuga libera alle spalle.
  4. Scegli un estintore idoneo, mantenendo distanza di sicurezza e dirigendo il getto alla base delle fiamme.
  5. Non usare acqua a getto pieno se vi sono apparecchiature elettriche in tensione o se non è stata esclusa l'alimentazione.
  6. Dopo lo spegnimento non spostare subito il materiale: controlla eventuali braci e fai aerare solo secondo procedura.
  7. Segnala l'evento per il ripristino del presidio usato e per la registrazione nel sistema di gestione della sicurezza antincendio.

Attenzione: Anche un evento piccolo diventa critico se coinvolge occupanti non familiari con l'edificio: allarme, guida all'esodo e controllo del panico sono parte della risposta.

2. Odore di bruciato e calore vicino a un quadro elettrico

Scenario: In un corridoio tecnico senti odore di plastica bruciata. Il quadro elettrico è caldo al tatto esterno e alcuni utilizzatori collegati a valle si spengono e si riaccendono. Non si vedono fiamme, ma il locale è attraversato da cavi e canalizzazioni.

Come ragionare:
  1. Non aprire il quadro e non effettuare manovre se non sei autorizzato o se non sono previste dal piano.
  2. Allontana le persone e impedisci l'accesso alla zona, mantenendo liberi corridoi e vie di esodo.
  3. Avvisa il personale competente per la messa fuori tensione da posizione sicura e segnala l'anomalia al responsabile dell'emergenza.
  4. Prepara un presidio idoneo per rischio elettrico, evitando acqua a getto pieno.
  5. Se compaiono fiamme o fumo, attiva l'allarme secondo procedura e valuta l'evacuazione dell'area interessata.
  6. Verifica che eventuali porte tagliafuoco o attraversamenti impiantistici non diventino vie di propagazione del fumo.
  7. Alla consegna ai soccorritori indica ubicazione del quadro, alimentazioni sezionate, locali serviti e presenza di UPS o gruppi di continuità.

Attenzione: Il rischio elettrico si somma al rischio incendio: l'addetto antincendio non sostituisce il tecnico elettrico e deve operare solo nei limiti della formazione ricevuta.

3. Fumo da un deposito con scaffalature alte e imballaggi

Scenario: In un magazzino con scaffali alti oltre 4 metri si nota fumo scuro provenire da un corridoio tra bancali di carta, cartone e plastica. L'area è normalmente occupata da carrellisti formati, ma nelle vicinanze passa una via di esodo aziendale.

Come ragionare:
  1. Dai immediatamente l'allarme e fai sospendere la movimentazione dei carrelli.
  2. Non entrare tra le scaffalature se il fumo riduce la visibilità o se non hai una via di fuga certa.
  3. Allontana gli occupanti e impedisci che qualcuno tenti di recuperare merci o mezzi.
  4. Se il principio è ancora localizzato e visibile, valuta l'uso di estintori o naspi solo con addetti formati e senza esporsi al fumo.
  5. Controlla che le porte di compartimentazione restino chiuse e che eventuali varchi non siano bloccati da pallet.
  6. Fornisci ai soccorritori informazioni su altezze di stoccaggio, materiali presenti, corsie, accessi e impianti automatici eventualmente attivi.
  7. Dopo l'evento fai verificare il rispetto dei limiti di stoccaggio e del carico d'incendio previsti nella valutazione del rischio.

Attenzione: Nei depositi con impilamento verticale la crescita dell'incendio può essere rapida: un intervento manuale ha senso solo nella fase iniziale e con condizioni favorevoli.

4. Solvente versato in area verniciatura con possibile atmosfera esplosiva

Scenario: In una zona di verniciatura cade un contenitore di solvente. Si forma una pozza e l'odore è intenso; nelle vicinanze sono presenti lampade, aspirazione localizzata e un operatore con indumenti sintetici. Non ci sono fiamme ma il rischio di innesco è elevato.

Come ragionare:
  1. Interrompi le lavorazioni e fai allontanare il personale non necessario.
  2. Non azionare interruttori, spine o apparecchi non idonei alla zona classificata.
  3. Elimina le possibili sorgenti di innesco solo se la manovra è prevista, sicura e da posizione protetta.
  4. Attiva ventilazione o aspirazione secondo procedura, senza improvvisare aperture o azionamenti non valutati.
  5. Contieni lo sversamento con materiale assorbente compatibile e DPI previsti dalla scheda di sicurezza.
  6. Tieni pronti estintori idonei per liquidi infiammabili, ma non intervenire se i vapori sono diffusi o se non hai visibilità.
  7. Segnala l'evento per aggiornare procedure, formazione e controllo dei quantitativi di sostanze infiammabili in area.

Attenzione: In presenza di vapori infiammabili il problema principale può essere l'esplosione prima ancora dell'incendio: prevenire l'innesco è prioritario.

5. Perdita di GPL in locale seminterrato

Scenario: In un locale basso collegato a una piccola area di servizio si avverte odore di gas. Il locale comunica con pozzetti e cunicoli tecnici; una porta d'emergenza conduce all'esterno, ma l'interruttore luce è accanto all'ingresso.

Come ragionare:
  1. Non accendere o spegnere luci, non usare telefoni nell'area e non azionare apparecchi elettrici.
  2. Allontana immediatamente le persone e impedisci l'accesso al locale e alle zone basse collegate.
  3. Se possibile, intercetta il gas da valvola esterna o da posizione sicura prevista dal piano.
  4. Favorisci l'aerazione solo se la procedura lo consente e senza creare sorgenti di innesco.
  5. Attiva i soccorsi, indicando che si tratta di GPL e che può ristagnare in basso.
  6. Non rientrare per cercare la perdita: attendi personale competente e strumenti di misura idonei.
  7. Dopo l'emergenza verifica segnaletica, formazione e accessibilità delle valvole di intercettazione.

Attenzione: Il GPL è più pesante dell'aria: può accumularsi in seminterrati, canalette e pozzetti anche lontano dal punto di rilascio.

6. Accumulo di polveri combustibili in falegnameria

Scenario: In una falegnameria si osserva polvere di legno depositata su pavimento, travi e motori. L'impianto di aspirazione segnala un'anomalia e un operatore vorrebbe pulire rapidamente con aria compressa.

Come ragionare:
  1. Ferma o fai fermare la lavorazione se l'accumulo è significativo o se l'aspirazione non funziona.
  2. Vieta l'uso di aria compressa che potrebbe sollevare una nube di polvere combustibile.
  3. Segnala il guasto e richiedi manutenzione dell'aspirazione, filtri, tubazioni e sistemi di raccolta.
  4. Organizza la pulizia con metodi che non disperdano polvere in aria e con attrezzature idonee.
  5. Controlla l'assenza di sorgenti di innesco: superfici calde, attriti, scintille, impianti elettrici non idonei.
  6. Verifica la presenza di estintori, vie di esodo libere e procedure per atmosfere potenzialmente esplosive da polveri.
  7. Registra l'anomalia e rafforza la sorveglianza ordinaria dell'area.

Attenzione: Le polveri depositate sono un pericolo doppio: alimentano l'incendio e, se disperse in aria, possono creare atmosfera esplosiva.

7. Lavori a caldo in officina con bombole e materiali combustibili

Scenario: Una ditta esterna deve effettuare taglio e saldatura in un'officina. Nella zona sono presenti teli plastici, imballaggi, residui oleosi e bombole. L'attività ordinaria non prevede fiamme libere in quell'area.

Come ragionare:
  1. Verifica che i lavori siano autorizzati secondo procedura o permesso di lavoro a caldo.
  2. Fai rimuovere o proteggere i materiali combustibili nel raggio interessato da scintille e irraggiamento.
  3. Controlla che bombole e tubazioni siano in posizione corretta, protette da urti e lontane da fonti di calore.
  4. Predisponi presidi antincendio idonei e personale di sorveglianza durante e dopo il lavoro.
  5. Accerta che eventuali disattivazioni di rivelazione o impianti siano limitate, autorizzate e compensate da misure gestionali.
  6. In caso di principio di incendio, interrompi subito le lavorazioni, allontana le bombole se sicuro o raffreddale da distanza protetta.
  7. A fine lavoro effettua controllo dell'area per braci, scintille nascoste e materiali surriscaldati.

Attenzione: I lavori a caldo introducono un rischio non ordinario: senza controllo gestionale possono rendere inefficace la strategia antincendio prevista.

8. Anomalia in centrale termica o locale tecnico di riscaldamento

Scenario: Durante un controllo senti odore anomalo e noti fuliggine vicino al generatore termico. Il locale è separato dal resto dell'edificio e la porta tagliafuoco tende a rimanere socchiusa per un fermo difettoso.

Come ragionare:
  1. Non entrare se percepisci gas, fumo o condizioni non sicure.
  2. Segnala immediatamente l'anomalia al responsabile e al manutentore competente.
  3. Verifica da posizione sicura la possibilità di intercettare combustibile o alimentazione secondo il piano.
  4. Mantieni chiusa la porta resistente al fuoco e impedisci l'accesso ai non autorizzati.
  5. Controlla che le aperture di aerazione non siano ostruite e che la segnaletica sia presente.
  6. In caso di incendio attiva l'allarme, evacua le aree esposte e fornisci ai soccorritori dati su combustibile, potenza e intercettazioni.
  7. Fai ripristinare il dispositivo di autochiusura della porta e registra la non conformità.

Attenzione: Un locale tecnico è spesso area a rischio specifico: compartimentazione, ventilazione e manutenzione sono essenziali.

9. Incendio di olio in friggitrice di cucina professionale

Scenario: In una cucina aziendale una friggitrice prende fuoco. Le fiamme sono alte ma limitate alla vasca; il personale di cucina è agitato e qualcuno propone di gettare acqua.

Come ragionare:
  1. Blocca subito l'idea di usare acqua: può proiettare olio bollente e propagare l'incendio.
  2. Fai allontanare il personale non necessario e attiva l'allarme interno.
  3. Se previsto e sicuro, interrompi alimentazione elettrica o gas della friggitrice da comando dedicato.
  4. Usa un estintore idoneo per fuochi di classe F o il sistema specifico della cucina se presente.
  5. Non spostare la friggitrice e non tentare di coprire con materiali improvvisati non idonei.
  6. Controlla la propagazione verso cappa, filtri e condotti, mantenendo chiuse eventuali porte di compartimento.
  7. Dopo l'estinzione fai verificare cappa, filtri, impianti e necessità di bonifica prima della ripresa.

Attenzione: Gli oli di cottura richiedono presidi e procedure specifiche: la scelta errata dell'estinguente può peggiorare rapidamente lo scenario.

10. Allarme in sala server con impianto di spegnimento a gas

Scenario: In una sala server si attiva la rivelazione automatica e parte il preallarme dell'impianto a gas estinguente. All'interno potrebbe esserci un tecnico. La porta è compartimentata e la sala contiene UPS e cavi.

Come ragionare:
  1. Applica la procedura specifica della sala: verifica presenza di persone senza entrare in ambiente pericoloso.
  2. Fai evacuare immediatamente il locale e impedisci nuovi accessi.
  3. Non disattivare l'impianto automatico se non previsto dal piano e solo da personale autorizzato.
  4. Controlla che le porte restino chiuse per garantire efficacia dello spegnimento e compartimentazione.
  5. Avvisa il coordinatore dell'emergenza e prepara le informazioni per i soccorritori: tipo di gas, tempi di scarica, impianti elettrici e UPS.
  6. Dopo l'eventuale scarica non far rientrare nessuno fino a ventilazione, verifica atmosfera e autorizzazione.
  7. Registra l'evento e richiedi ripristino dell'impianto da manutentore qualificato.

Attenzione: I sistemi a gas possono ridurre l'ossigeno o creare condizioni non respirabili: l'esodo delle persone viene prima della continuità informatica.

11. Allarme automatico da zona rivelazione senza fumo visibile

Scenario: La centrale IRAI segnala allarme nella zona deposito al piano interrato. Nel corridoio non si vede fumo, ma il pannello indica un rivelatore preciso. Alcuni lavoratori pensano a un falso allarme perché in passato è già accaduto.

Come ragionare:
  1. Non considerare mai l'allarme come falso finché non è verificato secondo procedura.
  2. Invia solo addetti previsti dal piano, in coppia se richiesto, con percorso sicuro e comunicazioni attive.
  3. Prepara l'evacuazione o avviala se il piano prevede esodo immediato.
  4. Controlla che la diffusione dell'allarme sia percepita anche in locali rumorosi o isolati.
  5. Se si rilevano fumo, calore o odori, interrompi la verifica e passa alla gestione emergenza.
  6. Non tacitare definitivamente l'allarme senza aver identificato la causa e senza autorizzazione.
  7. Se intervengono i Vigili del fuoco, consegna planimetrie, zona in allarme, accessi, compartimenti e presidi disponibili.

Attenzione: La rivelazione precoce serve a guadagnare tempo: ritardare l'esodo per abitudine ai falsi allarmi può annullare il vantaggio.

12. Evacuazione di attività commerciale con pubblico non familiare

Scenario: In un punto vendita affollato si attiva l'allarme per fumo nel retro magazzino. Clienti e fornitori non conoscono le uscite; alcuni cercano di tornare verso le casse o il parcheggio sotterraneo.

Come ragionare:
  1. Assumi che il pubblico non conosca l'edificio e abbia bisogno di indicazioni semplici e ripetute.
  2. Indirizza i clienti verso le uscite disponibili più vicine, evitando il percorso verso il focolaio o il fumo.
  3. Impedisci il rientro per recuperare borse, acquisti o veicoli.
  4. Coordina il personale per presidiare uscite, scale e punti critici, mantenendo libere le vie di esodo.
  5. Verifica servizi igienici, camerini, locali isolati e aree per personale secondo le assegnazioni del piano.
  6. Raccogli le persone nel luogo sicuro previsto e comunica eventuali dispersi o persone in difficoltà.
  7. Fornisci ai soccorritori informazioni su affollamento, aree evacuate, magazzino interessato e presenza di merci combustibili.

Attenzione: Con occupanti non familiari la segnaletica aiuta, ma la guida attiva degli addetti è decisiva per evitare flussi contrari e ritardi.

13. Persona con disabilità motoria al piano superiore

Scenario: Durante l'evacuazione di un edificio multipiano, una persona su sedia a ruote si trova al secondo piano. Le scale sono affollate e l'ascensore ordinario non deve essere usato; nel piano è previsto uno spazio calmo.

Come ragionare:
  1. Applica la procedura specifica per occupanti con esigenze speciali, senza improvvisare trasporti rischiosi.
  2. Accompagna la persona nello spazio calmo o in luogo sicuro temporaneo previsto dal piano.
  3. Comunica subito la posizione al coordinatore dell'emergenza e ai soccorritori.
  4. Lascia con la persona un addetto se previsto e se le condizioni restano sicure.
  5. Non usare ascensori ordinari; usa solo ascensori antincendio o di soccorso se previsti e sotto controllo autorizzato.
  6. Mantieni libero l'accesso allo spazio calmo e proteggi la comunicazione da fumo e panico.
  7. Dopo l'evento verifica che la procedura sia conosciuta da tutti gli addetti e che le planimetrie riportino correttamente gli spazi calmi.

Attenzione: L'assistenza all'esodo non si improvvisa durante l'allarme: deve essere assegnata e provata nelle esercitazioni.

14. Porta tagliafuoco bloccata aperta nel filtro

Scenario: Durante la sorveglianza trovi una porta tagliafuoco del filtro tenuta aperta con un cuneo. Nel filtro sono stati lasciati anche scatoloni e una piccola stampante per uso temporaneo.

Come ragionare:
  1. Rimuovi immediatamente il fermo improprio e verifica la chiusura automatica della porta.
  2. Fai liberare il filtro dai materiali combustibili e dalle apparecchiature non previste.
  3. Controlla la presenza del cartello di porta tagliafuoco e lo stato delle guarnizioni o dei dispositivi di autochiusura.
  4. Segnala la non conformità al responsabile e richiedi manutenzione se la porta non chiude correttamente.
  5. Spiega ai lavoratori che il filtro non è un deposito e non è un locale di servizio.
  6. Durante un'emergenza, assicurati che le porte restino chiuse per limitare fumo e calore.
  7. Registra l'anomalia e valuta controlli più frequenti se il comportamento si ripete.

Attenzione: La compartimentazione non è solo un requisito costruttivo: dipende dalla gestione quotidiana di porte, filtri e attraversamenti.

15. Fumo nel vano scala protetto

Scenario: Durante l'esodo da un edificio a più piani alcuni occupanti segnalano fumo nel vano scala protetto. Una porta di piano è rimasta aperta e il fumo sembra provenire dal corridoio del piano interessato.

Come ragionare:
  1. Non indirizzare altre persone verso una scala invasa dal fumo se esiste percorso alternativo sicuro.
  2. Fai richiudere la porta di piano solo se l'operazione è possibile senza esposizione al fumo.
  3. Comunica subito la criticità al coordinatore dell'emergenza e aggiorna le indicazioni di esodo.
  4. Usa le altre scale o vie di esodo previste, evitando controflussi e affollamenti.
  5. Assisti le persone in difficoltà e impedisci il rientro nei piani.
  6. Indica ai soccorritori quale scala è compromessa, da quale piano proviene il fumo e quali percorsi sono stati usati.
  7. Dopo l'evento verifica la causa: porta non chiusa, guarnizioni, sovrappressione, filtro o gestione del flusso di persone.

Attenzione: Una scala protetta perde efficacia se le porte restano aperte o se il fumo interferisce con l'esodo.

16. Uso coordinato di naspo o idrante a muro

Scenario: In un reparto produttivo un incendio di materiali solidi supera la capacità di un singolo estintore, ma è ancora localizzato. Sono presenti addetti formati e una cassetta idrante a muro con manichetta.

Come ragionare:
  1. Conferma che l'allarme sia stato dato e che l'evacuazione dell'area sia in corso.
  2. Usa l'idrante solo se le condizioni sono compatibili: visibilità sufficiente, calore tollerabile, via di ritirata libera.
  3. Opera almeno in due: un addetto gestisce l'apertura e la tubazione, l'altro controlla la lancia.
  4. Srotola completamente la manichetta, evita strozzature e apri la valvola solo quando la lancia è governata.
  5. Dirigi il getto in modo da raffreddare e controllare la propagazione, senza avanzare in fumo intenso.
  6. Interrompi l'intervento se l'incendio cresce rapidamente, se compaiono segnali di flash-over o se la via di fuga si compromette.
  7. All'arrivo dei soccorritori riferisci posizione del focolaio, materiali coinvolti e presidi usati.

Attenzione: Idranti e naspi richiedono addestramento e lavoro coordinato: non devono ritardare evacuazione e chiamata dei soccorsi.

17. Incendio esterno e uso dell'idrante soprasuolo per supporto ai soccorritori

Scenario: Nel piazzale esterno brucia un cumulo di imballaggi. Il vento spinge fumo verso l'edificio e nelle vicinanze è presente un idrante soprasuolo. Il personale interno è formato ma i Vigili del fuoco sono già stati chiamati.

Come ragionare:
  1. Allontana persone e mezzi dal piazzale, considerando direzione del vento e irraggiamento.
  2. Verifica che le aperture dell'edificio siano chiuse per limitare ingresso di fumo.
  3. Non avvicinarti al cumulo se il calore è elevato o se sono presenti materiali ignoti.
  4. Predisponi l'accesso per i mezzi di soccorso, liberando cancelli e percorsi.
  5. Usa l'idrante solo se previsto dal piano e con addetti formati, privilegiando contenimento e raffreddamento da posizione sicura.
  6. Comunica ai soccorritori ubicazione dell'idrante, eventuali attacchi di mandata, materiali coinvolti e rischi ambientali.
  7. Dopo l'emergenza verifica il rispetto delle distanze di separazione e delle modalità di stoccaggio all'aperto.

Attenzione: L'operatività antincendio comprende anche accessi, viabilità, disponibilità idrica e informazioni utili ai Vigili del fuoco.

18. Fusti infiammabili stoccati troppo vicino all'edificio

Scenario: Durante un controllo nel piazzale noti fusti di liquido infiammabile posizionati sotto finestre di un reparto produttivo. La posizione è stata scelta temporaneamente per facilitare uno scarico merci.

Come ragionare:
  1. Segnala subito la condizione e fai sospendere lo stoccaggio improprio.
  2. Verifica che i fusti siano integri, chiusi, etichettati e lontani da tombini, pozzetti e sorgenti di innesco.
  3. Ripristina le distanze di separazione o il deposito previsto dalla valutazione del rischio.
  4. Controlla che non siano ostruiti accessi, idranti, uscite di emergenza o percorsi dei mezzi di soccorso.
  5. In caso di incendio interno, considera che l'irraggiamento attraverso le aperture può coinvolgere i fusti esterni.
  6. In caso di perdita, attua contenimento e impedisci il deflusso verso reti di scarico o ambiente.
  7. Aggiorna le istruzioni operative per scarico merci e gestione dei depositi temporanei.

Attenzione: Le distanze di separazione sono una misura di compartimentazione nello spazio esterno: spostamenti temporanei possono aumentare molto il rischio.

19. Reazione chimica anomala in laboratorio

Scenario: In un laboratorio un contenitore si scalda rapidamente dopo miscelazione errata di prodotti. Si sviluppano vapori irritanti e l'operatore riferisce di aver usato un reagente diverso da quello previsto.

Come ragionare:
  1. Allontana le persone dalla zona e limita l'accesso al personale autorizzato.
  2. Non toccare il contenitore e non tentare di raffreddarlo o diluirlo senza conoscere la compatibilità delle sostanze.
  3. Attiva la procedura di emergenza chimica e antincendio prevista dal laboratorio.
  4. Consulta o fai consultare schede di sicurezza e informazioni sui prodotti coinvolti.
  5. Se vi è fumo, fiamma o sviluppo di vapori, attiva l'allarme ed evacua l'area secondo piano.
  6. Comunica ai soccorritori sostanze, quantitativi, reazione sospetta, ventilazione, scarichi e DPI disponibili.
  7. Dopo l'evento verifica etichettatura, segregazione dei reagenti, formazione e autorizzazione delle lavorazioni.

Attenzione: Le reazioni esotermiche possono evolvere rapidamente: l'intervento improvvisato può aggravare incendio, tossicità o pressione.

20. Impianto antincendio temporaneamente fuori servizio durante manutenzione

Scenario: Per lavori edili in un reparto vengono disattivati temporaneamente alcuni rivelatori e una porta tagliafuoco viene mantenuta aperta per passaggio materiali. Nel frattempo proseguono attività produttive e deposito di imballaggi.

Come ragionare:
  1. Verifica che la disattivazione sia autorizzata, limitata nel tempo e formalmente gestita.
  2. Richiedi misure compensative: sorveglianza aggiuntiva, presidi pronti, riduzione dei combustibili e divieto di lavorazioni pericolose non necessarie.
  3. Assicura che la continuità della compartimentazione sia ripristinata appena possibile o compensata da procedure equivalenti.
  4. Controlla che le vie di esodo restino praticabili nonostante materiali, cavi, ponteggi o attrezzature di cantiere.
  5. Informa lavoratori e appaltatori sulle procedure di allarme, punti di raccolta e divieti temporanei.
  6. Alla fine del turno verifica il ripristino di rivelatori, porte, segnaletica e presidi antincendio.
  7. Registra le anomalie e segnala ogni ritardo nel ripristino al responsabile della sicurezza antincendio.

Attenzione: Le manutenzioni modificano le condizioni di progetto: senza gestione del rischio interferenziale, prevenzione e protezione possono diventare inefficaci.

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